album cover
Zero tagliato
album cover
Zero tagliato wurde am 16. Mai 2003 von La Tempesta Dischi als Teil des Albums Vocapatch veröffentlicht
16. Mai 2003
SpracheItalienisch
BPM
Melodizität
Akustizität
Valence
Tanzbarkeit
Energie

Songtexte

Niente chiama niente
Sono lenze eterne, divento polvere
Mi deposito sul mobile
La vita non mi parla più
La vita ha già espresso tutto il dicibile
Posso solo sottointendere
Posso solo evitare di rispondere
Spengo una luce
Spengo la luce del sole
Il distacco orizzontale notturno concilia il pensare inerziale
Da una facciata iniziale hai l'impressione di vedere cubi di energon
Al sud di una storia in cui in più punti i
Personaggi vengono separati da un ascensore
Chi predomina, chi va in Kenya di martedì sera
Io il lunedì alle ventitré guardo Jodie
Faccio due chiacchiere col benemerito nulla
Sperando in un sogno di una notte d'inizio autunno
Ad un lavoro logico legale al mio cervello
Ho molta forfora che gratto con le dita
Dopo mi diletto a toglierla da sotto le unghie
Con gli angoli del libro che sto leggendo
Ma io non leggo, sono contro, mi presento
Basta, com'è possibile avere una idea giusta
Con una gamma così vasta di idee giuste
Mi suicido, pongo fine alla mia vita troppo semplice
Non ho il terrore di vivere
Il nichilismo non è applicabile se non hai un tutto da combattere
Cos'è il dramma dell'essere?
A me piace vivere solo per il fatto di poter parlare e scrivere
Dicendoti che non è bello vivere
È defilissi al mone, il sentimento che indescrivo
In questo punto punto i miei piedi ripieni
Credi che m'importi l'importo?
Tutto sommato il tuttavia propinqua scandinavo scandinò il mistico
Sull'orlo del baratro e questa non è la fine
Magari tra un mese apro un bar, vedo la fine
Appeso a quel positivismo da rivoluzione industriale che tranquillizza
Lo strato del subconscio del pendolare
C'è colui che pendola dalla corda delle decisioni
Altrui su di una pentola fatta di niente
Niente chiama niente
Il ritorno dei ritorni, faccio festa
Gioco a calcio, anzi a golf coi moribondi
Setto un dito nel setto e poi mi setto il cervello
Dopodiché chiamo il neurologo, TAC cranica
Ho dieci Capperotti nella loba frontale
Si passa all'istante verticale
Niente chiama niente
Stavo essendo saltellante in una delle
Mie fantasie manie di protagonismo
Quand'eco che mi ritrovo alla fermata
Di Rogoredo al Vezzo in pieno giorno
Gente tutta intorno, ho paura che mi guardino mentre penso
Se sapessero che mi lamento nel fatto che ostento l'essere represso
Sacco di Roma, sacco di Utah, sacco
Di roccia, sacco di Simon & Garfunkel
Cittadinanze stanche di essere stanche
Il lento climax discendente verso il
Punto di esaurimento totale delle risorse
Specie quelle umane, sono in forma smagliante
Tanto che subisco l'ascendente che io posseggo sugli altri
Gli effetti del niente sulla mia persona non li puoi vedere
In quanto non energia, non stato d'animo, non reazione
Il niente in me non esiste, appunto
Non posso nemmeno dire che nessuno ha trafitto il mio unico occhio
Visto che di occhi ne ho due
E poi dietro nessuno non si cela Odisseo, Perseo
Filo sete
Fanculo Disney che vai a popolarizzare delle
Culture vendendole al pubblico come ricerca
Come indiscussa appartenenza al mondo greco
E poi abbrevi con Fil
Ma nientificati
Niente chiama niente
Drin, drin
Pronto?
Pronto, sono Niente, c'è Niente?
Sì, sono io, dimmi
Ah, allora vuol dire che mi sono chiamato da solo al telefono?
Eh, pare proprio di sì
Allora vabbè, glielo dico di persona, anzi, me lo dico di persona
Eh, tuttavia potresti anche dirlo a me adesso, cioè
A te stesso adesso, tanto è la stessa identica cosa
Cazzo che casino, e non posso nemmeno suicidarmi perché sono Niente
Eh già, un mondo complesso
Written by: Napo Rico
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