album cover
MI DOMANDO (feat. TESTO)
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MI DOMANDO (feat. TESTO) è stato pubblicato il 3 agosto 2026 da KAPPA STUDIO come parte dell'album ALLA LUNA
3 agosto 2026
EtichettaKAPPA STUDIO
LinguaItaliano
BPM80
Melodicità
Acousticità
Valence
Ballabilità
Energia

Video musicale

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Testi

È facile chiudere gli occhi
Spegne il cervello e vivere senza emozioni
È difficile scegliere di dare un peso
Attenzione alle sensazioni
Devi solo porti le domande giuste
Domande
Perché solo quando rappo vivo ciò che provo?
Perché quando scrivo poi il mio istinto va da solo?
È così difficile capire quel che sono
Perché io quando vivo rimuovo ogni ricordo
A volte mi domando come fai a sentirti un uomo
Le domande che mi pongo mi portano all'ignoto
Le risposte che riporto le ritrovo sì nell'odio
È difficile capirsi per non restare solo
E restare solo con me stesso che mi tenta
Mi trasporta nel suo covo per non andare in vetta
Tutto quel che resta è solo un testo che rispecchia
La mia voglia di respiro, solo un tiro e sigaretta
Linea retta senza fine, sbaglio scelta e prendi esempio
Se per tutti qui c'è il sole, per me solo tira vento
Tra le scale del castello quanti piani ancora c'entro
Con la piuma sento io che prendo il sopravvento
Perché mi domando
Non ho risposta, poi piango, sto affranto
Mi sento troppo uno sbaglio
Vedo uno spiraglio
Ma non ci arrivo, sto bloccato da 'sto fato
Che mi tiene oscurato, oh
Perché quando tingo con l'inchiostro il foglio è bianco?
Perché quando sogno stringo un cappio e il volto è bianco?
Perché sopra al tetto non ho scelta ma non salto
È un ricordo o solo un giallo, la tempesta o solo un lampo
Se ti ho detto che non salto è perché alla fine inciampo
Ma non c'è il personale lungo il cavo e la cornetta
Un quesito demenziale se tutti van di fretta
Adesso chiedi aiuto ma hai già fatto la tua scelta
Un connubio bipolare che ti avvolge nella stretta
Quanto pesa ricordare? Ne hai giurato già una fetta
Vorresti dimostrare ma hai bevuto già la sesta
L'irde comanda, il sigillo che ti marchia
Hai dipinto un punto nero sulla vedova bianca
È il veleno che ti manca, sai che non puoi farla franca
Un'uniforme e una pistola per colmare la tua rabbia
Mi domando sempre perché io non faccio ciò che penso
A volte non do peso alle parole che hanno un senso
Tutto ciò che scrivo dentro al cuore lo trattengo
Ed è per questo che sto male quando poi io ci ripenso
Non so se fa più male essere morti o essere vivi
Ma so più che sicuro che capisci quando scrivi
Ti giuro che è infernale che del pianto te ne privi
È una falsa vittoria che tu poi non concepivi
Lettere in mano, spero che un giorno poi le leggeranno e le capiranno
Scrivo da quando sostavo sul banco e non sono stanco
Penso e ripenso da sempre che da questa gente mi sento distante
Il fatidico giorno poi che sono nato
L'irrequietudine è stata costante
Impari presto qual è il tuo credo, binari persi sul mio sentiero
Divari e screzi con il mio ego e non me lo spiego
Mi sento felice lo stesso di queste battaglie che mi sto conteso
Rimango lo stesso che essere vero è l'unico compromesso
Written by: Alessandro Baccalà, Emanuele Rossi

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