Il Gorgo
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Rock
Il Gorgoは、アルバム『 』の一部として2001年1月1日にUniversal Music Italia srL.によりリリースされましたNoi non ci saremo, Vol. 1
メロディック度
楽曲がどれだけ明確で覚えやすいメロディを持ち、はっきりとした音楽パターンに沿っているかを示します。メロディック度が高い楽曲は、わかりやすく印象に残る楽器やボーカルラインが特徴です。
アコースティック度
楽曲が、電子楽器やデジタル合成音の代わりに、どの程度アコースティック楽器(ピアノ、ギター、バイオリン、ドラム、サックスなど)に依存しているかを示します。
ヴァランス
楽曲のハーモニーやリズムによって伝わる音楽的なポジティブ度や感情的トーンを示します。値が高いほど幸福感、興奮、陶酔などの感情を表し、低いほど悲しみ、怒り、憂鬱などの感情を表します。
ダンサビリティ
テンポの安定性、リズムパターン、ビートの強調などの要素を組み合わせて、楽曲が踊りやすいかどうかを示します。ダンス向きの楽曲は、一定のテンポ、反復的な音楽構造、強いダウンビートを持つ傾向があります。
エネルギー
楽曲の知覚される強さを示し、テンポ、音量の変化、音の密度などによって影響されます。エネルギーが高い曲は、力強いリズムや密度の高い編成を特徴とし、エネルギーが低い曲は、音の間隔が広く、テンポもゆったりとした構成になる傾向があります。
クレジット
PERFORMING ARTISTS
CSI:
Performer
COMPOSITION & LYRICS
Il Gorgo
Lyrics
Giovanni Lindo Ferretti
Composer
歌詞
Nostro padre si decise per il Gorgo
E in tutta la nostra grossa famiglia
Soltanto io lo capii, che avevo nove anni
Ed ero l'ultimo
In quel tempo stavamo ancora tutti insieme
Salvo Eugenio che era via a far la guerra
Da Abissinia, quando nostra sorella
Penultima, si ammala
Mandammo per il medico di Niella
E alla seconda visita disse che non ne capiva niente
Chiamammo il medico di Murazzano
E anche lui non ne conosceva il male
Venne quello di Faisoglio e tutti e tre dissero
Che la malattia era al di sopra della loro scienza
Deperivamo anche noi accanto a lei
E la sua febbre ci scaldava come un braciere
Quando ci chinavamo su di lei
Per cercar di capire a che punto era
Fra quello che soffriva e le spese
Nostra madre arrivò a comandarci di pregare il Signore
Che ce la portasse via, ma lei durava
Solo più grossa un dito
E lamentandosi sempre come una agnella
Come se non bastasse
Si aggiunse il batticuore per Eugenio
Del quale non ricevevamo più posta
Tutte le mattine correvo in canonica
A farmi dire dal parroco che cosa c'era
Sulla prima pagina del giornale
E tornavo a casa a raccontare
Che erano in corso coi Mori le più grandi battaglie
Cominciammo a recitare il rosario anche per lui
Tutte le sere, con la testa tra le mani
Uno di quei giorni nostro padre si leva da tavola
E dice con la sua voce ordinaria
"Scendo fino al belbo a voltare quelle fascine
Che m'hanno preso la pioggia."
Non so come, ma io capii a volo
Che andava a finirsi nell'acqua
E mi atterriti, guardando in giro
Vedere che nessun altro aveva avuto la mia ispirazione
Nemmeno nostra madre fece il più piccolo gesto
Seguitò a pulire il paiolo
E sì che conosceva il suo uomo
Come se fosse il primo dei suoi figli
Eppure non diede l'allarme
Come se sapessi che lo avrei salvato solo
Se facessi tutto da me
Gli uscii dietro che lui, pigliato il forcone
Cominciava a scendere dall'aia
Mi misi per il suo sentiero
Ma mi staccava a solo camminare
E così dovetti buttarmi a una mezza corsa
Mi sentì, mi riconobbe dal peso del passo
Ma non si voltò e mi disse di tornarmene a casa
Con una voce rauca ma di scarso comando
Non gli ubbidii
Allora, venti passi più sotto
Mi ripeté di tornarmene su
Ma stavolta con la voce che metteva coi miei fratelli più grandi
Quando si azzardavano a contraddirlo in qualcosa
Mi spaventò, ma non mi fermai
Lui si lasciò raggiungere e quando mi sentì al suo fianco
Con una mano mi fece girare come una trottola
E poi mi sparò un calcio dietro
Che mi sbatté tre passi su
Mi rialzai e di nuovo dietro
Ma adesso ero più sicuro che ce l'avrei fatta
Ad impedirglielo e mi venne da urlare verso casa
Ma ne eravamo già troppo lontani
Avessi visto un uomo lì intorno
Mi sarei lasciato andare a pregarlo
"Voi per carità parlate a mio padre, ditegli qualcosa"
Ma non vedevo una testa d'uomo in tutta la conca
Eravamo quasi in piano dove si sentiva già chiara
L'acqua di belbo correre tra le canne
A questo punto lui si voltò
Si scese il forcone dalla spalla
E cominciò a mostrarmelo come si fa con le bestie feroci
Non posso dire che faccia avesse
Perché guardavo solo i denti del forcone
Che mi ballavano a tre dita dal petto
E soprattutto perché non mi sentivo di alzarli
Gli occhi in faccia per la vergogna di vederlo come nudo
Ma arrivammo insieme alle nostre fascine
Il Gorgo era subito lì dietro un fitto di felci
E la sua acqua ferma sembrava la pelle di un serpente
Mio padre, la sua testa era protesa
I suoi occhi puntati al Gorgo
E allora allargai il petto per urlare
In quell'attimo lui ficcò il forcone nella prima fascina
E le voltò tutte, ma con una lentezza infinita
Come se sognasse e quando le ebbe voltate tutte
Tirò un sospiro tale che si allungò di un palmo
Poi si girò, stavolta lo guardai
E gli lividi la faccia che aveva tutte le volte
Che rincasava da in festa con una sbronza fina
Tornammo su con lui che si sforzava di salire adagio
Per non perdermi d'un passo e mi teneva sulla spalla
La mano libera dal forcone e ogni tanto
Mi grattava col pollice, ma leggero come una formica
Tra i due nervi che abbiamo dietro il collo
Written by: Giovanni Lindo Ferretti, Il Gorgo

